Cosa non è il BIM

In quasi tutti i corsi e convegni sul BIM il primo punto è la definizione del BIM stesso, segno che l’argomento non è ancora molto conosciuto o, peggio, lo è in modo parziale o distorto.

Sì, perché BIM vuole dire più cose, racchiude più concetti, alcuni molto innovativi e riassumere tutto in modo esaustivo non è semplice.

Provo allora a dire cosa non è, forse è più semplice.

 

Il BIM non è (solo) l’evoluzione del CAD.

Il CAD ha automatizzato quello che si faceva al tecnigrafo (livello 0), con strumenti che hanno ridotto le operazioni manuli, sopratutto quelle ripetitive, senza nessun cambiamento della teoria di base.

Il CAD (livello 1) ha i suoi fondamenti ancora sulla geometria proiettiva di Gustave Monge, che dagli inizi dell’ottocento ha permesso di descrivere i progetti con accuratezza e precisione. La logica è proiettare sui piani cartesiani gli oggetti, scomponendone mentalmente la tridimensionalità. Se poi si vuole rappresentare nello spazio una costruzione si parte dai disegni in 2d, ecco l’assonometria e la prospettiva.

In realtà il BIM un po’ gli assomiglia, in fondo gli strumenti sono simili: mouse, computer, linguaggio grafico, linee, ecc.
Il BIM supera però la logica delle proiezioni rappresentando il progetto direttamente nelle tre dimensioni, considerando i manufatti edilizi come il risultato della composizione di oggetti più o meno elementari (travi, pilastri, solai per le strutture, muri, sedie, arredi e impianti tecnologici).

Si tratta quindi di realizzare modelli in 3D da cui si ricavano automaticamente i disegni, piante, prospetti e sezioni. L’aspetto interessante è che se si modifica il modello, i disegni si aggiornano in automatico.

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Il BIM non è (solo) uno strumento per disegnare

Gli oggetti di cui sopra non sono solo oggetti geometrici, la loro funzione è di integrare tutte le informazioni relative, ad esempio: il tipo di materiale e la sua resistenza, il produttore, il modello, il prezzo, il periodo massimo per la manutenzione, i parametri di dispersione termica, ecc.

Inoltre questi oggetti sono raccolti in librerie, alcune standard, altre fornite dai produttori di materiali che, via internet, consentono un aggiornamento continuo e costante.

 

Il BIM non si rivolge (solo) ai progettisti architettonici

Il BIM coinvolge tutti i tecnici che partecipano al progetto (strutturisti, impiantisti, computisti, pianificatori). Ogni aspetto del progetto costituisce un parte del modello complessivo che integra le diverse componenti e da cui tutti possono attingere informazioni.

Si evitano in questo modo la duplicazione dei dati e sopratutto il controllo della congruenza tra i diversi elementi.

In pratica il BIM consente la simulazione della costruzione prima della sua realizzazione, controllando i possibili conflitti tra le diverse parti, causa di maggiori costi e tempi di esecuzione.

Questa integrazione tra le diverse parti del progetto ed i progettisti costituisce la cosiddetta interoperabilità, ed avviene con un nuovo formato di file: IFC.

Questo è necessario in quanto ogni software BIM ha una gestione dei dati propria e quindi esiste incompatibilità diretta tra i file dei diversi software commerciali.

La modalità di collaborazione può essere non sincronizzata, cioè ogni progettista opera sul proprio modello e poi si effettua l’integrazione (livello 2), oppure contemporanea, grazie ad un unico archivio che integra in tempo reale i diversi modelli (livello 3).

 

Il BIM non si rivolge (solo) ai progettisti

Committenti, progettisti, fornitori di materiali e manufatti, imprese per la realizzazione e per la manutenzione: questi sono gli attori principali che intevengono del processo di edificazione e il BIM li coinvolge tutti.

Per comprendere questo ancora una volta è necessario ricordare che il BIM è un gestore delle informazioni che intervengono durante tutto il processo. Per questo è coinvolto chi produce o utilizza le informazioni che riguardano le diverse fasi della costruzione.

Compito del committente è dettare le regole del gioco: cosa vuole, come vuole che il progetto sia realizzato e con quali strumenti informatici, chi farà che cosa, ecc.

Per questo dovrà realizzare nuovi documenti e seguire nuove procedure (il nuovo Capitolato informativo previsto dalla normativa UNI 11337 che rigurada il BIM, in corso di realizzazione) e avere le competenze per sapere gestire, cioè saper leggere ed interpretare, i documenti in formato elettronico che riceverà. Questa è la preoccupazione del nuovo Regolamento per le Opere Pubbliche che richiede queste competenze alle stazioni appaltanti che vogliono adottare il BIM.

Dei progettisti si è già detto.

I fornitori sono coinvolti in quanto molti di essi realizzano le librerie di oggetti con le informazioni relative utilizzate dai progettisti.

I costruttori, partendo dai modelli dei progettisti hanno tutti gli elementi per realizzare l’opera con la possibilità, ancora una volta, di vederla in tutta la sua complessità prima di essere realizzata (e non è poco!).

Naturalmente è necessario ancora aggiungere le inevitabili varianti o integrazioni che si realizzano durante la costruzione.

Per i gestori della manutenzione avere una mappa precisa della costruzione con impianti, strutture, accessori è senz’altro un potente strumento per migliore l’efficienza e l’efficacia degli interventi. Anche in questo case la registrazione nel modello degli eventi costituisce una preziosa banda dati che consente la gestione ottimale della manutenzione.

 

Il BIM non riguarda (solo) le nuove costruzioni

La logica del BIM è applicabile a qualsiasi tipologia di manufatto, nuovo, esistente, monumentale ed anche infrastrutture come strade, impianti sportivi, ecc.

Naturalmente esistono delle differenze, ad esempio per i beni monumentali si usano tecniche di rilievo che non necessitano in altri casi, ma i principi di fondo sono gli stessi.

 

Ma allora che cosa è il BIM?

In sintesi: BIM uguale Building Information Modeling, cioè uno strumento informatico per la costruzione (virtuale prima che fisica) di un modello (integrato) che gestisce (sperabilmente tutte) le informazioni che riguardano il processo di costruzione (di edifici nuovi, esistenti, monumentali e infrastrutture).

Tutto qui?

No, ci sono ancora moltissime cose da dire, ma questo alla prossima occasione.